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martedì 14 aprile 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Pierpaolo Benzi

Le sfide post-Data Privacy Framework sono numerose e complesse. Nonostante l'integrazione di nuovi canali normativi, la transparenza e la sicurezza rimangono al centro delle preoccupazioni. Il timore di violazioni durante il trasferimento di dati personali verso paesi terzi, che non garantiscono livelli adeguati di protezione, continua a rappresentare una criticità.
Inoltre, la continua evoluzione delle normative locali e le differenze nei requisiti di consenso complicano ulteriormente i processi di compliance. I DPO devono essere pronti a fronteggiare cambiamenti rapidi, anche alla luce di un potenziale soft law che può divenire prassi giuridica, rendendo necessaria una preparazione continua e un aggiornamento costante sulle prassi di data protection.
A livello operativo, è cruciale stabilire relazioni solide con partners esteri. Verificare l'implementazione di misure preventive e di protezione è fondamentale. Gli accordi contrattuali dovrebbero includere clausole specifiche riguardanti la gestione dei dati e le responsabilità in caso di violazioni. Formare il personale sulle normative internazionali può funzionare come un ulteriore strato di protezione.
Nell'ambito della normativa, gli articoli 44-50 del GDPR delineano le disposizioni relative ai trasferimenti di dati verso paesi terzi. L'articolo 44, in particolare, stabilisce che tali trasferimenti possono avvenire solo se il paese destinatario garantisce un livello di protezione adeguato. È necessario anche considerare le clausole contrattuali standard e l'adozione di strumenti di garanzia come le binding corporate rules. È fondamentale che le organizzazioni rispettino questi requisiti per evitare sanzioni e garantire la protezione dei dati personali.
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