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venerdì 9 ottobre 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Pierpaolo Benzi

La gestione del diritto di accesso da parte degli interessati può presentare diverse criticità operative. Un elemento fondamentale è comprendere cosa debba realmente essere fornito all'interessato. Non si tratta solo di dare accesso ai dati personali, ma è essenziale fornire anche informazioni sul trattamento effettuato, la base giuridica dello stesso, e eventuali terzi destinatari. Molte organizzazioni si trovano in difficoltà nel bilanciare tali requisiti con le tempistiche di risposta previste dal GDPR, che sono di un mese. Ritardi, anche se giustificabili, possono esporre l’organizzazione a sanzioni e compromettere la fiducia degli individui.
In pratica, la trasparenza è la chiave. È opportuno preparare un template standardizzato per le risposte che includa i dati richiesti e altre informazioni utili, evitando però di sovraccaricare l'interessato. La chiarezza e la fruibilità delle informazioni sono cruciali per soddisfare il diritto di accesso senza creare confusione o ulteriori interrogativi. Considerare l'adozione di sistemi di gestione dei dati che facilitino il bottone di accesso ai dati, è un'altra strategia efficace.
Il diritto di accesso è disciplinato dall'articolo 15 del GDPR, che stabilisce il diritto dell'interessato di ottenere conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano e informazioni dettagliate sul trattamento. È opportuno prestare particolare attenzione alle deroghe previste dalla legge, come la protezione dei diritti di terzi o il rischio per la sicurezza nazionale, che possono limitare l'accesso alle informazioni.
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mercoledì 7 ottobre 2026
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