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Pillole di Privacy - Certificazioni e Codici di Condotta: nuovi strumenti per dimostrare la conformità


mercoledì 18 marzo 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Alessandro Papini



DOMANDA: quali sono le principali criticità legate all'introduzione delle certificazioni e dei codici di condotta nella gestione della privacy?

Risponde Alessandro Papini

Le certificazioni e i codici di condotta rappresentano strumenti innovativi per dimostrare la conformità alla normativa sulla protezione dei dati. Tuttavia, presentano alcune criticità. Innanzitutto, esiste il rischio di una standardizzazione eccessiva, che non tiene conto delle specificità delle diverse realtà aziendali. Ogni organizzazione ha esigenze uniche, e una taglia unica potrebbe non rispondere perfettamente ai bisogni di tutti. Inoltre, c'è una questione di costi: i processi di certificazione possono essere onerosi e complessi, potenzialmente escludendo realtà più piccole e meno strutturate. Infine, c'è il pericolo che le aziende possano usare le certificazioni come mero strumento di marketing, piuttosto che come autentico mezzo per migliorare la cultura aziendale della privacy.

L'approfondimento: come nascono e vengono gestite le certificazioni?

Le certificazioni nascono da uno specifico processo di valutazione e audit attuato da enti terzi accreditati. Questi enti eseguono verifiche approfondite per attestare che un'organizzazione rispetti i requisiti stabiliti dalla normativa, come il GDPR. È fondamentale che le aziende non vedano questo processo come un obbligo burocratico, ma piuttosto come un'opportunità per ridurre il rischio di sanzioni e migliorare la propria reputazione. Investire in preparazione e formazione può garantire una gestione più efficace della conformità, di conseguenza, intraprendere il percorso verso la certificazione richiede un approccio strategico.

Il dettaglio normativo: quali articoli regolano le certificazioni e i codici di condotta?

Dal punto di vista normativo, l'articolo 40 del GDPR tratta esplicitamente dei codici di condotta, stabilendo procedure chiare per la loro elaborazione. Inoltre, l'articolo 42 tratta della certificazione dei dati, indicando che le autorità di protezione dati possono fornire linee guida per la creazione di meccanismi di certificazione. La vera sfida, tuttavia, risiede nella formulazione di standard pratici che siano utili e applicabili, bilanciando le esigenze di protezione dei dati con le necessità operative delle aziende.

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