GUARDA QUIhttps://accademiaitalianaprivacy.it/areaprivata/foto/2345/01.jpg
mercoledì 10 giugno 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Alessandro Papini

La scelta tra un DPO interno e un DPO esterno comporta diverse criticità. Un DPO interno conosce meglio la cultura aziendale e può integrarsi più facilmente nei processi decisionali. Tuttavia, potrebbe essere percepito meno obiettivo e più influenzato dagli interessi aziendali. D'altro canto, un DPO esterno porta una prospettiva neutra e un'ampia esperienza, ma potrebbe non comprendere appieno le specificità aziendali. È fondamentale bilanciare queste variabili per garantire un'adeguata accountability e un'efficace gestione delle pratiche di protezione dei dati.
Nel decidere il modello di DPO, è utile considerare il grado di compliance e di gestione del rischio che si desidera raggiungere. Un DPO interno può affrontare più velocemente le esigenze quotidiane, mentre un DPO esterno può fornire una visione strategica per affrontare sfide a lungo termine. Adottare una strategia ibrida potrebbe rappresentare un compromesso efficace, consentendo di mantenere l'agilità operativa senza compromettere l'integrità del processo di compliance.
Gli articoli 37 e 38 del GDPR disciplinano la figura del DPO. L'Articolo 37 stabilisce quando la nomina di un DPO è obbligatoria, specificando i casi in cui le aziende devono designare questa figura, ovvero nel caso di trattamenti su larga scala di dati sensibili o dati relativi a condanne penali e reati. L'Articolo 38 tratta i compiti e le responsabilità del DPO, enfatizzando il ruolo di indipendenza e autorità che deve rivestire." Se sei un consulente privacy, DPO o semplicemente un appassionato della materia iscriviti ad AIP ed avrai molti vantaggi e la possibilità di confrontarti con un network di professionisti italiani.
martedì 9 giugno 2026
Leggi tutto...
venerdì 5 giugno 2026
Leggi tutto...
CONDIVIDI QUESTA PAGINA!