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Governance della cybersecurity per il board aziendale: responsabilità legali dopo la NIS2


giovedì 18 giugno 2026
di Alessandro Papini - Presidente AIP



La direttiva NIS2 ha introdotto nuove responsabilità per le aziende in materia di cybersecurity, spingendo il board a rivedere il proprio approccio alla governance della sicurezza informatica. In un contesto sempre più complesso, in cui le minacce informatiche diventano sempre più sofisticate, è fondamentale che i membri del consiglio comprendano non solo i rischi, ma anche le loro responsabilità legali.

L’evoluzione della responsabilità legale

Con la NIS2, l'obbligo di garantire sistemi e reti informatiche sicuri si estende a un numero maggiore di settori e operatori. La direttiva prevede che le aziende implementino misure di sicurezza adeguate e pratiche di gestione dei rischi, portando a un aumento della responsabilità legale per i membri del board. Non sono più solo i DPO a dover affrontare le sfide della compliance, ma anche i vertici aziendali devono essere coinvolti in modo attivo. La non conformità può comportare sanzioni significative, impattando non solo il bilancio aziendale ma anche la reputazione del brand.

I membri del consiglio devono quindi essere informati e preparati a gestire le implicazioni legali delle loro decisioni, rendendo la formazione specifica sull'argomento indispensabile. La mancanza di conoscenze specifiche in materia di cybersecurity può risultare in un serio rischio reputazionale che, a lungo termine, potrebbe influenzare la sostenibilità dell'intera organizzazione.

Dalla compliance alla cultura della sicurezza

Passare da un approccio meramente burocratico a uno che promuove una cultura della sicurezza richiede un cambiamento di prospettiva. Non basta che il board approvi la strategia di sicurezza informatica; è essenziale che si impegni attivamente nella sua attuazione. Ciò significa non solo vigilare sull'implementazione delle politiche, ma anche promuovere la consapevolezza e la formazione tra i dipendenti.

Inoltre, è fondamentale che il board dialoghi costantemente con i team di sicurezza IT per comprendere le evoluzioni tecnologiche e le nuove vulnerabilità. Le riunioni regolari per discutere delle minacce emergenti e delle strategie per affrontarle possono diventare una prassi standard. Solo così il consiglio può assumere un ruolo proattivo, anticipando le sfide invece di reagire in modo passivo.

Monitoraggio e audit: strumenti cruciali

Per garantire che le misure di sicurezza siano efficaci, il board deve implementare regolari audit e monitoraggi. Questi strumenti non solo aiutano a valutare l’efficacia delle politiche di sicurezza, ma servono anche a dimostrare un impegno continuo verso la compliance. Documentare e monitorare il rispetto delle normative non è mai stato così cruciale.

Il board deve anche essere pronto a rispondere rapidamente in caso di incidenti, assicurando che ci siano piani di risposta ben definiti. La preparazione è una componente chiave per ridurre i danni potenziali e limitare le responsabilità legali che ne derivano.

Adottare un approccio integrato alla governance della cybersecurity non è più un’opzione, ma una necessità fondamentale per affrontare le sfide legali imposte dalla NIS2.


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