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martedì 15 settembre 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Alessandro Papini

La gestione di un data breach è un processo complesso e critico. Una delle principali criticità riguarda il timing. Le 72 ore dalla scoperta dell'incidente non sono solo una scadenza, ma un periodo di alta tensione in cui ogni decisione può avere ripercussioni significative. È fondamentale attuare un protocollo di gestione degli incidenti che consenta di rispondere in modo agile ed efficace. Dalla valutazione iniziale dell'impatto sulla privacy, alla necessità di coinvolgere il Data Protection Officer (DPO), fino alla definizione delle informazioni da comunicare agli interessati e al Garante, ogni aspetto deve essere trattato con massima attenzione.
Una volta scoperto il breach, è essenziale attivare un team di risposta all’incidente per consolidare le informazioni disponibili, valutare i rischi e decidere rapidamente se notificare l’evento al Garante. Non tutti gli incidenti richiedono una notifica: l'obbligo scatta solo se esiste un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati. Inoltre, una comunicazione chiara e trasparente agli interessati è cruciale non solo per gestire la crisi, ma anche per preservare la reputazione dell’organizzazione.
Secondo l'Articolo 33 del GDPR, il termine di 72 ore si applica quando un data breach genera un rischio per i diritti e le libertà degli individui. La notifica deve includere la natura della violazione, le conseguenze e le misure adottate per mitigare i possibili effetti. È importante documentare internamente l’incidente, compilando un verbale che attesti tutte le fasi della gestione del breach e dimostri che sono state attuate misure correttive per il futuro. La responsabilità non è solo dell’azienda ma anche dei fornitori esterni, che devono garantire pratiche di cybersecurity adeguate. Infine, per frodi come il phishing e attacchi di ransomware, è necessario adottare misure proattive in fase preventiva e formativa.
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lunedì 14 settembre 2026
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